Recruiting: come farlo nel modo giusto
Stai ancora facendo recruiting limitandoti al job posting? Abbiamo una brutta notizia: oggi non basta. Scopri cosa c'è di nuovo!
DI Redazione / agosto 2024
Fare recruiting in modo tradizionale non funziona più.
Per i professionisti HR, la sfida è diventata più complessa: le persone studiano le imprese tanto quanto queste ultime analizzano CV e competenze.
I candidati, ormai, non si accontentano di una job description con le competenze richieste e (dal 2026) la RAL in chiaro. Serve molto di più per diventare datori di lavoro interessanti.
Ecco perché qui parliamo di recruiting e di come farlo nel modo giusto.
1. Nel 2026 il recruiting ha un nuovo significato
Il processo di selezione si è completamente ribaltato.
Prima di tutto, non siamo più solo noi imprese a fare selezione: anche il candidato valuta l'organizzazione e, soprattutto, lo fa sulla base di criteri che prima passavano in secondo piano.
Grazie a piattaforme come LinkedIn, Glassdoor, Indeed (per citarne alcune), i vari corporate touchpoint (uno fra tutti, il blog aziendale) e il classico passaparola, un candidato può scoprire molto sulla tua impresa:
- valori;
- clima;
- iniziative o assenza di iniziative;
- esperienze dirette di chi lavora/ha lavorato da te.
Più del 75% dei professionisti si informa sull'azienda attraverso i contenuti digitali prima di candidarsi (Global Talent Trends 2024) e ben l'86% consulta le recensioni e le valutazioni di un'impresa prima di fare il grande passo.
Cosa significa questo? Il primo colloquio con la tua candidate persona, molto probabilmente, avviene senza di te sui motori di ricerca e sui social media.
Limitarsi a scrivere job description, specificando “ambiente di lavoro dinamico”, non basta più. Serve essere più presenti e su più canali.
2. Differenze tra recruiting classico e inbound recruiting
Una delle soluzioni per sopravvivere a questo cambio di paradigma è cambiare strategia seguendo le logiche dell’inbound recruiting.
Questa metodologia evita che sia la tua impresa a rincorrere persone di talento, al contrario:
L'obiettivo diventa creare canali di comunicazione in grado di attirare un interesse spontaneo da parte del tuo target.
Ecco le principali differenze tra il recruiting tradizionale e l’inbound recruiting:
| Caratteristica | Recruiting classico | Inbound recruiting |
| Logica di base | Push: L'azienda cerca attivamente il candidato quando c'è un bisogno immediato. | Pull: L'azienda costruisce relazioni e si rende attraente per far sì che i candidati si propongano spontaneamente. |
| Strumenti utilizzati | Annunci su job board generaliste, elenchi di requisiti impersonali e freddi. | Blog aziendali, social media, SEO, contenuti di employer branding ed employee advocacy. |
| Focus temporale | Breve termine: coprire le vacancies attuali nell'organigramma. | Lungo termine: creare community di talenti e coltivare relazioni anche quando non ci sono posizioni aperte. |
| Ruolo del candidato | Il candidato è valutato passivamente in base al matching delle competenze tecniche. | Il candidato viene trattato come un "cliente": si analizzano le Candidate Personas per rispondere ai suoi bisogni e valori. |
| Comunicazione | Autoreferenziale e standardizzata (l'impresa come brand in vetrina). | Autentica e umana, guidata dalle storie e dalle testimonianze di chi vive l’impresa. |
3. L'employer branding per recruiting day memorabili
Certo, il digitale ha cambiato di molto il modo di fare recruiting, ma mica esiste solo l’online!
I touchpoint fisici assumono ancora una funzione strategica nel farsi conoscere come datore di lavoro e entrare in contatto con i professionisti che vorresti a bordo.
Un esempio? Il recruiting day (o career day), super utile per attrarre giovani talenti.
Ecco come impostare un buon recruiting day secondo le logiche dell’employer branding:
| Landing page che parlano davvero di valori | La landing page di registrazione non deve essere un form noioso e chilometrico. Usalo per raccontare in modo coinvolgente l'identità dell'impresa, la missione e la visione, attingendo a iniziative reali per provare il vostro impegno. |
| Presentare l'impresa come un gruppo di persone | Durante l'evento, evita l'autoreferenzialità patinata in stile “siamo leader di settore”. Le persone si fidano delle altre persone, anche nell’oggi del digitale. Utilizza l'employee advocacy facendo parlare direttamente i tuoi collaboratori, il racconto genuino vale più di mille presentazioni corporate. |
| Progetti futuri e iniziative a sostegno | Mostra ai candidati non solo cosa fai, ma come lo fai e dove stai andando. Condividi i progetti futuri, i piani di crescita e le iniziative a sostegno del benessere aziendale (come la flessibilità, il lifelong learning o le politiche di diversità e inclusione). |
4. Conclusioni
Il gioco del recruitment è cambiato e bisogna adattarsi al nuovo scenario.
Ma non disperarti, se non hai ancora abbracciato il cambiamento.
In DD siamo specializzati nel dare una mano alle imprese nel passare da polverose job description a una strategia di recruiting in logica inbound.
CHI L’HA SCRITTO?
Nella redazione di Dici Davvero?! ci sono persone che non amano mettersi in mostra: scrivono come ghostwriter e si impegnano al massimo per offrirti contenuti di qualità, pur scegliendo di restare dietro le quinte.


