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Employer Branding

Che cos'è il purpose aziendale e perché serve chiarirlo?

Scopri come il purpose aziendale può attrarre, coinvolgere e trattenere le persone, trasformando dichiarazioni astratte in azioni concrete.

DI Gloria Bacciu / novembre 2025

Che cos'è il purpose aziendale e perché serve chiarirlo?
11:19
Il purpose aziendale (lo scopo) da qualche anno ha smesso di essere il solito esercizio filosofico o un vago tentativo di branding. È uscito dall'angolo ed è diventato una leva strategica concreta, l'elemento che fa la differenza per la crescita e, soprattutto, per attirare e gestire le persone in impresa. Non è un optional carino: è un imperativo per chi vuole restare rilevante.

Le indagini globali lo confermano: l’89% della Gen Z ritiene la coerenza tra i propri valori e quelli dell’impresa il driver principale di un lavoro significativo (GEOPOP).

Ignorare questa esigenza significa rischiare di perdere i migliori candidati e minare l'impegno dei dipendenti in essere. 

Questo articolo esplora come le organizzazioni possono superare il purpose gap tra leadership e dipendenti, trasformando una dichiarazione aziendale in un motore di performance e fidelizzazione.

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CHE ASPETTI?

1. Cos'è il purpose in azienda?

Il purpose aziendale è il motivo per cui un’organizzazione esiste.
È uno dei tre elementi che compongono l'identità aziendale:

  1. mission, ovvero la risposta al “cosa facciamo oggi?”. Questo è il core business attuale dell’azienda, i servizi che offre e l’attuale target;

  2. vision, ovvero la risposta a “dove vogliamo arrivare?". Si tratta dell’obiettivo a lungo termine che l’impresa si è posta;

  3. purpose, ovvero la risposta a “perché esistiamo?”. Si riferisce all’impatto positivo che l’impresa vuole generare sulla società.

2. Colmare il "Purpose Gap"

Nonostante l'importanza critica del purpose, molte organizzazioni faticano a integrarlo nella quotidianità. È allarmante notare che solo il 15% delle persone in prima linea e dei manager di medio livello percepisce di vivere il purpose aziendale sul posto di lavoro, rispetto all'85% dei dirigenti. 

Questo enorme divario, noto come purpose gap, indica che per la maggior parte del personale il significato del lavoro dipende ancora dalla posizione in organigramma, portando a disimpegno e ridotta produttività. 

Spesso, la radice del problema risiede in un fraintendimento del purpose stesso: viene confuso con iniziative di CSR, sostenibilità o diversità, diventando un termine generico privo di una visione strutturata e di un impatto pratico sulle operazioni. 
Le imprese di successo, invece, mettono il purpose al centro delle loro strategie di business e di gestione delle risorse umane, definendo chiaramente l'impatto che l’impresa ha sul mondo, al di là del semplice profitto.

I dati emersi dalla "Gen Z e Millennial Survey" di Deloitte confermano in modo inequivocabile che anche nel contesto italiano, il purpose è un fattore cruciale per l'engagement dei giovani. L'89% della Gen Z e l'81% dei Millennial italiani considerano l'avere un senso di scopo nel proprio lavoro un elemento fondamentale per la loro soddisfazione e il benessere complessivo.
Tuttavia, il quadro italiano rivela un interessante dicotomia etico-pragmatica:

  • forte enfasi sul valore etico: c'è una chiara e fortissima domanda di lavoro significativo;
  • minore propensione al rifiuto: nonostante questa domanda, i lavoratori italiani, in particolare i Millennial, mostrano una minore propensione rispetto alla media globale a rifiutare un incarico o un datore di lavoro sulla base di considerazioni puramente etiche o personali.
Questa apparente contraddizione suggerisce che la ricerca di un impiego significativo si scontra, o si fonde, con considerazioni più pragmatiche e contingenti, quali la sicurezza economica e la necessità di stabilità in un mercato del lavoro che è percepito come ancora incerto.

In questo scenario, non basta più comunicare un purpose ambizioso. La vera capacità di un'impresa di attrarre — e soprattutto di non farsi scappare i candidati migliori — dipende dal fatto che il suo scopo non sia solo autentico a parole, ma sia sostenuto da azioni concrete che contano. Tradotto: meno chiacchiere, più fatti.

3. Tre modi per definire il purpose aziendale

Una volta compreso che il purpose deve andare oltre le generiche dichiarazioni etiche, il passo successivo è identificare la tipologia che può essere applicata e integrata in modo efficace in tutta l'organizzazione. I ricercatori dell'Harvard Business Review hanno identificato tre modelli principali attraverso i quali un’impresa può incanalare il proprio Purpose: competenza, cultura e causa.

 

Tipo di purpose Definizione A chi si rivolge Esempio
Purpose basato sulla competenza Esprime il valore che l’impresa apporta ai clienti, mettendo in risalto le sue capacità e i suoi standard di ingegneria o innovazione. Ai clienti e ai dipendenti responsabili della realizzazione di tale promessa. La dichiarazione di Mercedes-Benz "First Move the World" non parla solo di auto, ma di plasmare il futuro dell'industria automobilistica attraverso ingegneria e innovazioni di livello mondiale. 
Purpose basato sulla cultura Crea un allineamento interno e definisce le norme comportamentali e i valori che promuovono l'innovazione, la fiducia e la collaborazione. Agli stakeholder interni (dipendenti) e ai partner. L'assicuratore Progressive, con il purpose "True to our name. Progressive", incoraggia attivamente l'innovazione dei dipendenti e una focalizzazione costante sul servizio clienti, espandendosi in nuovi mercati.
Purpose basato sulla causa Si concentra sul contributo positivo e significativo che l’impresa offre alla società o all'ambiente. Alla società, ai clienti e ai dipendenti che cercano un lavoro con forte valenza etica.

Lo scopo di Pfizer, "To deliver breakthroughs that change patients' lives", traduce l'impegno nella scienza e nella tecnologia in terapie che hanno un impatto tangibile sulla salute umana.

 

Una volta identificata la tipologia di Purpose (Competenza, Cultura o Causa), l'organizzazione deve sottoporlo a un test di realtà. Un purpose efficace deve essere autentico (onesto sul modo in cui l'impresa opera), rilevante (collegato alle mansioni quotidiane dei dipendenti) e pratico (realizzabile e vivibile ogni giorno, non solo aspirazionale). Solo superando questi test, i leader possono passare alla fase cruciale: rendere lo scopo reale per i team attraverso azioni e competenze di leadership mirate.

Purpose in impresa

4. Come rendere il purpose reale attraverso la leadership

Una volta che un'organizzazione ha definito il proprio purpose in modo autentico e rilevante, si arriva alla fase cruciale: tradurre quella dichiarazione astratta in azioni e risultati tangibili per i dipendenti. Se il purpose deve davvero colmare il divario tra i vertici e la base, il ruolo del leader diventa insostituibile.

Il leader funge da ponte, l'agente di cambiamento che ha la responsabilità di attivare e allineare lo scopo individuale di ciascun membro del team con quello più ampio dell'organizzazione. Per svolgere questo compito, i leader non possono affidarsi solo alle competenze gestionali tradizionali, ma devono eccellere in cinque abilità umane e strategiche fondamentali.

 

Guida autentica Non è sufficiente parlare di valori; il leader deve incarnarli. Questo significa allineare in modo trasparente ogni decisione e ogni approccio gestionale con il purpose fondamentale dell’impresa. Dimostrando intelligenza emotiva e umiltà, il leader modella la cultura del team e ispira fiducia, creando un ambiente in cui i lavoratori si fidano e si sentono genuinamente motivati.
Capacità di guidare team che producono risultati Il successo non si misura unicamente con gli stretti dati finanziari trimestrali. Un leader efficace gestisce priorità e produttività, bilanciando la necessità di performance con l'autentica cura per il benessere delle persone. L'impatto di questo approccio è duplice: si massimizzano i risultati e, al contempo, si riesce a collegare le attività quotidiane del team a un obiettivo più grande e significativo per l’impresa.
Saper valorizzare e gli altri Un leader che opera con uno scopo crede intrinsecamente nel potenziale di crescita di ogni membro del team. Aiutare i dipendenti a prosperare offrendo opportunità concrete e mirate non solo approfondisce le competenze individuali, ma prepara anche la prossima generazione di leader, costruendo linee di successione interne che sono già naturalmente focalizzate sul purpose aziendale.
Comunicare per influenzare e avere impatto Il leader deve essere un maestro nel trasmettere il "perché" del lavoro in una varietà di circostanze. Utilizzando strumenti e tecniche adatti a ciascun individuo, articola il purpose, coinvolge emotivamente i lavoratori e, cosa più importante, connette il loro scopo individuale a quello organizzativo, rendendo evidente e tangibile il contributo di ognuno al quadro generale.
Promuovere l'inclusione Un leader guidato dallo scopo comprende che la diversità è un moltiplicatore di impatto. Impegnandosi a essere un leader inclusivo e accogliendo proattivamente le differenze (incluse quelle culturali), il leader non solo favorisce l'assunzione di candidati di talento e allineati ai valori, ma costruisce anche un forte senso di comunità e legami più profondi nel team, essenziali per una collaborazione mirata e efficace.

 

In sintesi, i leader che padroneggiano queste competenze trasformano lo scopo da un'aspirazione a una pratica quotidiana, garantendo che le responsabilità fondamentali – dalla selezione delle persone alla navigazione del cambiamento – siano sempre orientate al purpose per generare risultati.

L'88% dei leader d'impresa interpellati nel rapporto o "State of Corporate Purpose 2025" di Benevity concorda sul fatto che le proprie strategie di impatto stiano attuando un processo di “future-proofing” per le loro attività. Questo risultato dimostra una chiara percezione che l'investimento nel purpose non sia più un costo, ma come una leva strategica in grado di rafforzare l’attrattività e la fidelizzazione delle persone, consolidare la relazione con i clienti e preparare l’organizzazione alle evoluzioni normative.

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CHI L’HA SCRITTO?

Gloria Bacciu
Gloria Bacciu

Quando le chiedevano "cosa vuoi fare da grande?", la sua risposta è stata sempre "soltanto una cosa è limitante", e così ogni giorno improvvisa. Eterna indecisa? No, è solo della bilancia. Amante del bello, della lettura e dell'arte in ogni sua forma.

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