Come combattere la sindrome da rientro post vacanze
Come affrontare la sindrome da rientro post vacanze? Con qualche consiglio pratico e una buona dose di conoscenza di base.
DI Luca Sesini / agosto 2026
Facci indovinare, hai già ansia per la fine delle ferie?
Non preoccuparti, è la sindrome da rientro post vacanze. E ci sono un sacco di persone che, come te, ne soffrono ogni volta che il calendario arriva a settembre.
Come ben sai, dal rientro al lavoro non si scappa, ma ci sono alcuni consigli che puoi seguire per combattere la sindrome da rientro.
Vediamoli assieme.
1. Che cos'è la sindrome da rientro e quanti come te?
In termini clinici:
la sindrome da rientro è una risposta di adattamento psicofisica dovuta
al passaggio dai ritmi rilassati delle ferie alle responsabilità
della vita quotidiana.
È un fenomeno che esiste davvero e diverse persone ne soffrono, tant’è che, in un’intervista del 2024 al primario dell’IRCCS San Raffaele, è stato dimostrato come questo fenomeno coincida globalmente con un picco nell'uso di psicofarmaci e ipnotici.
I dati più recenti raccontano anche che quasi la metà degli italiani sperimenta uno o più sintomi della sindrome da rientro o, per dirla in stile più corporate, le post vacation blues.
| Sintomo | Descrizione | Effetto sul lavoro |
| Difficoltà di concentrazione | Fatica a focalizzare l'attenzione su compiti o letture. | Rallentamento nei compiti ordinari e tendenza a distrarsi o procrastinare. |
| Spossatezza persistente | Sensazione di stanchezza non giustificata da sforzi fisici. | Difficoltà a "ingranare" la marcia e ridotta operatività quotidiana. |
| Irritabilità e sbalzi d'umore | Nervosismo e soglia di tolleranza più bassa del normale. | Tensioni involontarie con colleghi, clienti o con il proprio capo. |
| Insonnia o sonno disturbato | Difficoltà ad addormentarsi o continui risvegli notturni. | Sonnolenza diurna e riduzione della lucidità decisionale. |
| Ansia e preoccupazione | Pensieri insistenti legati ai doveri e ai compiti da svolgere al rientro. | Senso di sopraffazione di fronte al carico di lavoro arretrato. |
Le post vacation blues esistono e non sono un semplice “che sbatti, sono finite le ferie”.
Devi evitare di prenderla sottogamba, anche perché più sai come combatterla, più facile sarà tornare alle attività quotidiane.
Disclaimer: essendo un fenomeno che ha effetto soprattutto sulla tua salute psicologica: non tutti i consigli che ti daremo potrebbero esserti utili allo stesso modo, o utili in assoluto.
Cosa puoi fare? Sperimenta, provali uno a uno e trova il tuo antidoto alla sindrome da rientro.
- Rientra prima dalle ferie e goditi un paio di giorni di “vacanza a casa tua”
Evita di tornare in città la sera prima di ricominciare il lavoro.
È meglio un rientro alla normalità più graduale, perché avrai tempo di riprenderti dalle vacanze, ritrovare i tuoi ritmi e ricominciare la routine senza che sembri una doccia gelata. - Lascia la casa in ordine
Sappiamo che tra valigie da sistemare, acqua da chiudere, frigo da svuotare etc. è difficile lasciare la casa in ordine prima di partire, ma ritrovare un ambiente accogliente al tuo rientro potrebbe essere un coccola che attenua lo stress da fine ferie. - Riconosci la difficoltà del rientro
Parti dal presupposto che nessuno rientra carico a settembre, quindi evita di paragonare l’efficienza dei tuoi primi giorni a quel picco produttivo che avevi avuto a metà maggio. Prenditela con serenità e metti in conto che, all’inizio, sarà faticoso e ci metterai più tempo a ingranare. - Pianifica le attività
Se già stai pensando ai progetti di settembre come un enorme muro che ti crollerà addosso, forse conviene smontarlo mattone su mattone.
Inizia a pianificare le attività che dovrai svolgere e, se puoi, fallo usando un calendario. Al rientro, al posto della valanga di impegni (sì, dal muro siamo passati alla valanga, si chiama upgrade della metafora) troverai un programma bello ordinato in cui sai già orientarti.
CHI L’HA SCRITTO?
Da sempre sotto la Madonnina, ma con il sogno nel cassetto di aprire la finestra sul fruscio delle onde. Laurea in copywriting, anche il master: alla fine, era sicuro che la scrittura sarebbe stata compagna di giochi (e di vita). Oltre a questo? Aperitivi, un po’ di Elvis e ridere come medicina quotidiana.

