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Corporate Wellbeing

Corporate wellbeing: i casi di successo, da Lavazza a Tuttobene

Scopri come aziende prestigiose hanno trasformato il corporate wellbeing in una leva strategica per il successo organizzativo

DI Redazione / febbraio 2026

Corporate wellbeing: i casi di successo, da Lavazza a Tuttobene
10:18
Negli ultimi anni il corporate wellbeing è diventato una presenza costante nel linguaggio delle organizzazioni. Se ne parla nei piani di welfare, nelle strategie HR, nei bilanci di sostenibilità. Eppure, nella pratica quotidiana, il benessere delle persone resta spesso confinato a un insieme di iniziative scollegate, percepite come benefit aggiuntivi più che come parte integrante del modo in cui il lavoro viene progettato.

La differenza tra le aziende che “parlano” di wellbeing e quelle che riescono a renderlo una leva strategica non sta nella quantità di servizi offerti, ma nel modo in cui il benessere entra a far parte della cultura organizzativa, delle scelte manageriali e dell’esperienza di lavoro di tutti i giorni.

Osservare cosa fanno queste organizzazioni, e capire cosa rende le loro pratiche davvero efficaci, permette di leggere il corporate wellbeing non come una tendenza del momento, ma come un elemento strutturale della competitività aziendale.

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CHE ASPETTI?

1. Cos'è il corporate wellbeing e perché è fondamentale oggi?

Garantire il benessere delle persone in impresa non significa semplicemente offrire un insieme di benefit. Significa intervenire sulla cultura organizzativa e sul modo in cui il lavoro viene progettato e vissuto ogni giorno.

Sviluppare una strategia di corporate wellbeing efficace è fondamentale per generare engagement e aumentare la produttività delle persone. I dati del report “State of the Global Workplace 2024” di Gallup, infatti, evidenziano che il disinteresse del lavoratore costa 9.6 triliardi di dollari all’economia globale e, per non farci mancare niente, l’Employer brand research 2025 di Randstad ci dice che il 36% dei lavoratori cambia impiego a causa di ambienti negativi. 

Per questo il corporate wellbeing è importante, perché il successo di un'organizzazione dipende direttamente dalla salute del sistema in cui le persone operano.

Scopri quanto il corporate wellbeing 
è diventato una leva di competitività aziendale!

2. Casi di successo: quando il benessere diventa una leva strategica


Le organizzazioni che sono riuscite a creare una strategia di corporate wellbeing efficace sono riuscite a integrare la cura della persona a 360° nella propria cultura, trasformando l'ambiente di lavoro in un ecosistema capace di generare valore condiviso, sostenibile e adatto a ogni esigenza.

Tra queste abbiamo individuato 4 casi che secondo noi incarnano perfettamente una cultura olistica dello star bene in impresa.
Corporate wellbeing casi successo

2.1 L’ascolto in Lavazza

Tra le iniziative di corporate wellbeing di Lavazza, prima classificata come Best Employer 2026, c’è il programma Time to Care, sviluppato per i dipendenti italiani a partire da strumenti di ascolto strutturato come la “Capsula” interattiva, survey e focus group. 

Oltre 1.100 test di salute e momenti di confronto hanno permesso di raccogliere dati sul benessere psicofisico delle persone, poi tradotti in un piano di interventi articolato su quattro dimensioni: fisica, emotiva, sociale e finanziaria, con servizi che spaziano dalla telemedicina all’estensione delle coperture sanitarie, fino a iniziative di socialità e sostegno economico.

Osservando questo approccio, si nota come il wellbeing non nasca da un catalogo di benefit, ma da un processo di ascolto che precede qualsiasi progettazione. Le iniziative non sono generiche, ma collegate a bisogni emersi direttamente dalle persone. In questo modo, il wellbeing diventa uno strumento di progettazione organizzativa, non un insieme di servizi accessori.

2.2 La flessibilità di Patagonia

Patagonia, azienda tessile statunitense di abbigliamento sportivo e da esterni, ha una missione: “salvare il pianeta” e mira a supportare le passioni degli sport all’aria aperta. Questa cultura del brand è viva e presente non solo nei suoi prodotti e nella sua comunicazione, ma anche nella cultura e nel benessere aziendale.

Nel caso di Patagonia, il wellbeing non si presenta come un insieme di benefit aggiuntivi, ma come un’estensione naturale della mission legata all’ambiente e alla vita outdoor. Orari flessibili che permettono di praticare attività all’aperto, giorni retribuiti per il volontariato ambientale, servizi di childcare e coperture sanitarie complete, compresa la salute mentale, sono pratiche che riflettono in modo coerente i valori del brand.

Qui il benessere non appare come un programma separato dal lavoro, ma come una modalità concreta di vivere il lavoro in coerenza con ciò che l’azienda rappresenta, rafforzando un senso di appartenenza che va oltre il rapporto professionale. È proprio questa coerenza che trasforma il wellbeing in un elemento identitario e quindi strategico per l’azienda.

Corporate wellbeing elemento identitario

2.3 La cultura dell’Ohana in Salesforce

Salesforce è una di quelle aziende che ha elevato il benessere delle persone a identità culturale creando un parallelismo tra il concetto hawaiano di Ohana e i membri della comunità aziendale: dai partner ai clienti, passando per le persone di Salesforce, ogni individuo è responsabile dell’altro.

Su un piano ancor più concreto, Salesforce ha integrato il tema del benessere all’interno della propria cultura organizzativa attraverso il programma globale Camp B-Well. Più che offrire singoli benefit, l’azienda ha costruito un ecosistema di risorse accessibili alle persone: eventi di mindfulness, contenuti dedicati al benessere, accesso a servizi di supporto psicologico personalizzato tramite Lyra Health, percorsi di coaching con BetterUp e strumenti di pianificazione finanziaria con BrightPlan.

Il risultato è un sistema in cui il wellbeing non è un intervento episodico, ma una presenza costante nell’esperienza lavorativa quotidiana, che collega salute mentale, crescita personale e performance professionale. Qui il benessere entra direttamente nella progettazione dell’esperienza di lavoro.

2.4 L’inclusione di Essilor Luxottica

We are one thanks to many” è il valore di Essilor Luxottica che ha saputo guidare le sue politiche di corporate wellbeing verso una visione di servizi e attenzione alle persone che rispondono alle diverse fasi della vita personale e professionale dei propri collaboratori. 

Essilor Luxottica mostra come il corporate wellbeing possa essere costruito attraverso un insieme coordinato di pratiche organizzative, contrattuali e culturali. Iniziative come la Welfare Week aiutano le persone a utilizzare in modo consapevole i Flexible Benefit derivanti dal premio di risultato; la sperimentazione della settimana corta nelle fabbriche introduce una maggiore flessibilità nella gestione del tempo; il contratto integrativo aziendale rafforza strumenti di welfare e criteri di equità nei turni; le policy di Diversity & Inclusion integrano supporto a caregiver e parental leave.

Osservando queste pratiche nel loro insieme, emerge un modello di benessere che non si lega a una singola iniziativa, ma accompagna le persone nelle diverse fasi della vita personale e professionale, rendendo il welfare parte dell’esperienza lavorativa quotidiana. Non è un benefit, ma una componente strutturale dell’organizzazione del lavoro.

3. Elementi chiave del corporate wellbeing

I casi osservati mostrano che il corporate wellbeing diventa realmente una leva strategica quando smette di essere un insieme di iniziative isolate e diventa parte del modo in cui l’organizzazione è progettata.

In tutte queste esperienze:

  • il benessere non riguarda una sola dimensione della persona, ma tiene insieme salute fisica, equilibrio emotivo, relazioni, sicurezza economica e gestione del tempo. Non si tratta di offrire “più servizi”, ma di intervenire su come il lavoro viene organizzato e vissuto quotidianamente;

  • emerge con chiarezza che non esiste un modello unico valido per tutti: le strategie più efficaci sono quelle che riescono ad adattarsi ai bisogni delle persone nelle diverse fasi della loro vita personale e professionale, rendendo inclusione e personalizzazione parte integrante del sistema;

  • si sottolinea come il benessere non è sostenuto solo da policy o benefit, ma da una cultura condivisa, visibile nelle scelte della leadership, nei valori aziendali e nelle pratiche quotidiane tra colleghi. È questa coerenza diffusa che trasforma il corporate wellbeing da iniziativa HR a elemento strutturale dell’organizzazione.

Corporate wellbeing condivisione

4. Il caso Tuttobene: quando il corporate wellbeing diventa esperienza quotidiana

Dopo aver visto come alcune organizzazioni hanno reso il benessere una leva strategica, è utile osservare cosa succede quando questo approccio viene tradotto in uno strumento concreto pensato proprio per accompagnare le aziende in questo percorso. È in questo spazio che si colloca Tuttobene.

Tuttobene è la soluzione di DD dedicata al corporate wellbeing che collega ciò che le organizzazioni stanno implementando nei loro ambienti di lavoro con una pratica culturale quotidiana della salute. Non si tratta di un semplice catalogo di corsi, ma di un ecosistema formativo e di consapevolezza costruito per trasformare la salute in un elemento della vita lavorativa, accessibile e applicabile da subito.

Questo approccio si pone in continuità con i principi evidenziati nei casi di successo analizzati: il wellbeing non è un benefit isolato né un insieme di azioni episodiche, ma un processo continuo di apprendimento, attenzione e cultura condivisa. Tuttobene enfatizza l’importanza di integrare corpo, mente e prevenzione e di accompagnare le persone nei diversi momenti della loro vita e carriera, puntando non solo a informare, ma a promuovere consapevolezza, scelte più sane e un nuovo modo di vivere il tempo lavorativo.

In questo senso, la piattaforma non è solo un supporto alle strategie HR, ma un alleato per costruire una cultura organizzativa del benessere che si riflette tanto nella quotidianità delle persone quanto nella reputazione delle aziende che la adottano.

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Redazione
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