
Trasformare la formazione aziendale in un'attività piacevole
Come andare oltre i tradizionali contesti di apprendimento? Con una formazione aziendale diversa, che renda le persone felici di crescere e imparare.
DI Maria Francesca La Rosa / aprile 2025
Spoiler: quanto prima la formazione smetterà di essere standard, per diventare personalizzata rispetto agli obiettivi di impresa, tanto più indirizzerà il comportamento delle persone.
E qui sorge spontaneo chiedersi: come andare oltre i tradizionali contesti di apprendimento?
Facciamo un passo indietro. La formazione aziendale rappresenta una necessità per molte imprese a fronte di normative di settore per garantire sicurezza, qualità e competenza nel lavoro. Tuttavia, troppo spesso viene percepita come un mero task da eseguire, privo di valore reale per i lavoratori e di conseguenza, per le organizzazioni.
Cosa accadrebbe se la formazione non fosse percepita solo come un dovere ma un'opportunità di crescita professionale (oltre che personale)?
L'obiettivo di questo articolo è esplorare come sia possibile trasformare la formazione da funzione aziendale a esperienza proficua, utilizzando un approccio innovativo per massimizzare valore e engagement.
1. Il valore della formazione: oltre l'obbligo
La formazione, se ben progettata, può diventare un vero asset strategico per le imprese. E non siamo noi a dirlo!
Secondo la “Imprese e ICT 2024”, ricerca che ha analizzato lo stato dell'adozione di nuove tecnologie da parte delle aziende in Italia, il 67% delle grandi imprese italiane ha investito in programmi di formazione per i propri dipendenti.
Questo dato indica come la formazione sia considerata strategica per migliorare la produttività aziendale e la soddisfazione dei dipendenti, contribuendo a ridurre il turnover.
Non solo. Lo studio "Work Wellbeing Report 2024" ha mostrato che le aziende che hanno investito in programmi di formazione continua hanno registrato un incremento della produttività e una riduzione del turnover, rispetto a quelle che non hanno intrapreso tali iniziative, evidenziando come la formazione possa anche migliorare la soddisfazione e la fidelizzazione dei dipendenti.
E questo non è un trend degli ultimi anni: come si evidenzia in un’indagine di Confartigianato, nel 2022 il 65% delle PMI stava già aumentato il budget per la formazione rispetto all’anno precedente, a riprova della crescente consapevolezza che l’investimento nel capitale umano è ormai un elemento fondamentale per l’innovazione e la crescita.
In sintesi? Non si tratta solo di conformarsi alla legge, ecco alcuni benefici:
• Maggiore produttività - mantenere alta la competitività in un mercato in continua evoluzione migliorando le performance aziendali.
• Maggiore senso di appartenenza (e riduzione del turn over) - contribuire al benessere e alla soddisfazione dei dipendenti stimolando motivazione e fidelizzazione.
• Ciclo virtuoso di crescita e innovazione - affrontare le sfide del futuro e sfruttare le opportunità emergenti favorendo la nascita di agenti del cambiamento in impresa.
Tutto molto bello, ma? Serve un cambio di prospettiva.

2. Engagement e apprendimento attivo: il cambio di prospettiva
Perché molte sessioni di formazione risultano noiose e inefficaci? La chiave è il coinvolgimento... Non me ne vogliate ma, per usare un inglesismo, la formazione deve trasformarsi da push a pull.
L'apprendimento non può essere un processo passivo in cui il lavoratore riceve informazioni senza interazione: la psicologia dell’apprendimento dimostra che le persone memorizzano e applicano meglio le conoscenze quando partecipano attivamente. Infatti, le imprese che adottano approcci esperienziali e interattivi vedono una maggiore retention delle informazioni e un miglioramento delle competenze.
Il passaggio dalla formazione passiva alla formazione esperienziale è essenziale per garantire che le nozioni apprese siano applicate efficacemente nel contesto lavorativo.
E allora, come progettare attività formative coinvolgenti e in grado di sviluppare il comportamento organizzativo delle persone?
3. È tutta una questione di metodo (e metodologie!)
Ce lo siamo già detti all’inizio di questo articolo: quanto prima la formazione smetterà di essere standard, per diventare personalizzata rispetto agli obiettivi di impresa, tanto più indirizzerà il comportamento delle persone.
Ed è qui che entra in gioco il metodo DD.
Perché la formazione si trasformi da push a pull non deve (e non può) essere interpretata come un’attività standing alone ma parte di un insieme più ampio di attività o per meglio dire dimensioni.
Dimensione organizzativa - Allineare i percorsi formativi agli obiettivi aziendali, coinvolgendo una faculty nella definizione dei percorsi di sviluppo per la costruzione di piani di crescita contestuali.
Dimensione didattica – Sviluppare esperienze di apprendimento immersive e piacevoli sfruttando l’uso della gamification per garantire la motivazione delle persone nello sviluppo della propria employability.
E a proposito di esperienze di apprendimento immersive e piacevoli... in DD creiamo memorabili Talent Program per valorizzare le tue persone chiave con una metodologia che si ispira alla logica dei talent show: ne abbiamo parlato in questo articolo.
Tornando a noi.
Dimensione tecnologica – Investire in una tecnologia user friendly e di facile utilizzo, allineata al mondo dell’entertainment, per abbassare le barriere all’adozione e dare alle persone qualcosa che, probabilmente, già conoscono.Dimensione comunicativa – Rendere la formazione un prodotto di marketing interno sviluppando un vero e proprio branding e celebrando i successi delle persone per stimolare la loro partecipazione e accompagnarle nel proprio percorso di sviluppo.
La chiave di volta di tutto questo? L’Edutainment. Che per noi di DD significa integrare diverse metodologie e tecnologie per garantire continuità di apprendimento e assicurare nell’ambito della formazione esperienze immersive e piacevoli, allineate alle logiche tipiche dell’entertainment.
4. Takeaways
Oggi è possibile rendere la formazione un’attività ad alto valore ed engagement.
Per farlo, è necessario integrare metodologie, strumenti e tecnologie per la didattica per rendere l’esperienza di apprendimento coinvolgente, di impatto e al tempo stesso di semplice fruizione.
L’Edutainment garantisce il passaggio da un approccio push a pull ma non dimentichiamoci che il lavoro è un’esperienza di consumo: mentre si lavora, si consuma tempo, una risorsa - ad oggi - non rigenerabile per nessuno di noi.
In questo cambio di prospettiva, il dipendente deve essere visto come consumatore del posto di lavoro e – come per ogni altro tipo di consumatore – diventa cruciale costruire anche per lui una Employee Experience. Così, la formazione diventa un servizio da promuovere, comunicare e vendere al pari di altri prodotti e servizi.
CHI L’HA SCRITTO?

Si dimena tra il desiderio di tradizione e l'entusiasmo per l'innovazione. Nel digitale ha sempre visto un valido alleato e per lei non c'è cambiamento che non sia ordinato. Le piace tanto curiosare e sperimentare, ma direttamente sul campo vuole testare. Learning by doing: è così che si dice? Di questo approccio è sempre stata una promotrice. Chiacchiera tanto e senza sosta e di una passione ne ha fatto la sua professione.