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Employer Branding

Employability? Ecco cos'è e perché bisogna farci attenzione

Investire nell'employability del team migliora l'attrattività aziendale e fidelizza i talenti attraverso formazione e sviluppo delle competenze.

DI Redazione / agosto 2024

Employability? Ecco cos'è e perché bisogna farci attenzione
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Perché la tua organizzazione dovrebbe investire sull’employability? Ma ancora prima, cos’è e quali effetti ha sulle persone?

Scopriamolo!

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1. Employability: cos'è e che ruolo ha nell'employer branding

Cosa vuol dire employability?

Questo termine si riferisce all'occupabilità delle persone, quindi la loro capacità di accrescere le competenze per rendersi professionalmente più attraenti all’interno del mercato del lavoro.

Come puoi immaginare, la spendibilità della professione rappresenta un grande vantaggio per la singola persona, ma non solo: anche le imprese possono trarne beneficio.

La possibilità di crescita professionale, infatti, oggi decide il grado di attrattività delle imprese:

 

  • il 34% degli intervistati sceglie di restare nello stesso ambiente di lavoro proprio per l'offerta formativa (People at work 2025).

  • secondo il Workmonitor Pulse 2025 di Randstad, il 38% dei lavoratori sarebbe pronto a licenziarsi in assenza di opportunità di sviluppo (+12% rispetto al 2024);
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2. In che modo le imprese possono migliorare l'employability del proprio team?

Se la tua organizzazione intende aumentare l’employability del proprio team, la prima cosa da fare è garantire piani di formazione interna.

I lavoratori che sentono di ricevere investimenti aziendali nella propria formazione hanno il doppio delle probabilità di non cercare un nuovo lavoro e si ritengono 3,3 volte più produttivi rispetto alla media (People at Work 2026).

Oggi bisogna spostare il paradigma dell’attrazione di talenti e dell’employee retention verso logiche skill-first.

Bisogna capire quali sono le competenze attualmente indispensabili e costruire percorsi di sviluppo dedicati.

Tra le skill più richieste che migliorano l’employability troviamo:

  • l’AI Fluency, che racchiude tutte le competenze (come il prompt engineering), dedicate all’uso etico e corretto dell’intelligenza artificiale. (Trends Top 100 Skills 2026);
  • skill trasversali come l’empatia e lo spirito di collaborazione, che non sono automatizzabili e determinano la capacità delle persone di costruire relazioni professionali positive (Guida HR 2026).
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3. Lo studio di DD sull'employability

L’employability è un tema che qualsiasi organizzazione deve approfondire se vuole assicurarsi un team al passo con le novità del mondo del lavoro.

In DD, per esempio, abbiamo pubblicato la ricerca "Sarai ancora occupabile nei prossimi 5 anni?".

Lo studio dimostra l’esistenza di un legame chiaro tra l’accesso a percorsi di formazione mirata e la capacità di mantenere un ruolo di valore rispetto alle esigenze di mercato.

Secondo le evidenze raccolte, l’employability si muove su due binari:

  • Adattabilità strategica
    Il lavoro dipende dalla tecnologia e questa si evolve. Per stare al passo, il tuo team apprende competenze diversificate e riadatta quelle che già possiede rispetto alle nuove metodologie.
  • Networking e confronto
    anche le occasioni di networking sono un ottimo modo per migliorare l’employability. Presenziare a fiere, congressi ed eventi dedicati permette di entrare in contatto con esperienze diverse da cui trarre spunti preziosi.

4. Conclusioni

Anche se l’employability riguarda più da vicino le persone, è sbagliato pensare che le imprese non ottengano nulla dal promuovere l’occupabilità dei propri team.

Aumentare l'employability è un fattore attrattivo centrale nelle logiche di employer branding ed è un gancio fantastico per attrarre talenti.

Parallelamente, avere la possibilità di crescere professionalmente in un ambiente che stimola questa proattività fidelizza le persone che sono già nel team. Perché, ricordiamolo, il turnover ha un costo non da poco.

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