<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=325701011202038&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Innovazione digitale

Il futuro dell’AI è già iniziato: i cambiamenti chiave da conoscere

Scopri come l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando la nostra vita quotidiana, dall'energia nucleare alla regolamentazione, e il suo impatto futuro sul mondo del lavoro.

DI Elisa Rizzoli / gennaio 2026

Il futuro dell’AI è già iniziato: i cambiamenti chiave da conoscere
9:11

Iscriviti alla nostra newsletter!

VAIIIII

1. A che punto siamo con l'intelligenza artificiale? 

Negli ultimi due anni l’intelligenza artificiale ha smesso di essere solo un tema da addetti ai lavori ed è entrata davvero nella nostra quotidianità.

Il 2024 è stato l'anno di svolta, in cui l’AI è passata dalla promessa ai fatti, mostrando con chiarezza quanto profondamente possa trasformare il modo in cui viviamo e lavoriamo.

Miglioramento delle prestazioni

Le prestazioni dei modelli continuano a migliorare mentre i costi d’uso calano. Tra il 2022 e il 2024 il costo di inferenza per un modello della generazione GPT‑3.5 si è ridotto di oltre 280 volte.

Questo ha spalancato la strada alla diffusione dei modelli più avanzati, come i sistemi attuali basati su GPT‑5.1, molto più veloci e capaci rispetto alle generazioni precedenti.

Investimenti aziendali in AI

La riduzione dei consumi e dei costi ha spinto le imprese a investire e adottare l’AI come mai prima d’ora.

Secondo quanto riportato dall'Artificial Intelligence Index Report 2025:

  • Gli investimenti aziendali in AI sono aumentati del 26% nel 2024;

  • Gli investimenti privati nell’AI generativa hanno raggiunto 33,9 miliardi di dollari, con una crescita del 18,7% rispetto al 2023.

  • L’adozione dell’AI nelle organizzazioni è passata dal 55% al 78% in un solo anno.

Alcuni campi di applicazione dell'AI

Il 2024 ha mostrato quanto l’AI stia diventando parte concreta della nostra quotidianità.

In medicina, per esempio, la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato 223 dispositivi medici basati su AI solo nel 2023, contro i 6 del 2015. Parliamo di software diagnostici, sistemi di imaging più accurati e strumenti che aiutano i medici a prendere decisioni più rapide e precise.

Anche sulle strade il cambiamento è ormai realtà. Le auto a guida autonoma non sono più prototipi da laboratorio e operatori come Waymo superano le 150.000 corse autonome alla settimana negli Stati Uniti, mentre in Cina i robotaxi Apollo Go sono attivi in molte città e disponibili al pubblico.

Nelle aziende, la robotica sta vivendo una nuova fase. I robot collaborativi (quelli che lavorano fianco a fianco con le persone) stanno aumentando rapidamente, passando dal 2,8% delle nuove installazioni nel 2017 al 10,5% nel 2023. E cresce anche l’uso dei robot di servizio, progettati per supportare attività quotidiane, segno che la robotica non è più confinata alle fabbriche ma entra sempre più nelle nostre vite.

2. Perché il futuro dell’AI spinge verso il ritorno del nucleare

La corsa dell’intelligenza artificiale ha un impatto enorme anche sull’energia. Man mano che l’AI cresce e i modelli diventano più grandi, servono quantità sempre maggiori di potenza di calcolo.

Anche se l’hardware diventa ogni anno più efficiente, non basta a compensare la velocità con cui aumentano le esigenze dei modelli. Si stima che la potenza necessaria per addestrare i sistemi raddoppi ogni anno. Questo significa più consumo energetico e, di conseguenza, più emissioni.

Per questo motivo le big tech stanno cercando fonti energetiche stabili, abbondanti e a zero emissioni dirette, e qui l'energia nucleare è tornata ad essere interessante.

Microsoft ha annunciato un accordo da 1,6 miliardi di dollari per riattivare una parte dell’impianto di Three Mile Island (Pennsylvania) allo scopo di alimentare le sue operazioni di AI.

Anche Google, Meta Amazon hanno siglato accordi per garantirsi energia nucleare dedicata ai loro data center di nuova generazione.

In sintesi, l’AI consuma sempre più energia, l’efficienza cresce ma non tiene il passo, e il nucleare per continuità e assenza di emissioni dirette, sta tornando una scelta strategica per sostenere la nuova ondata tecnologica.

AI future

3. Quale sarà il futuro dell'AI?

Il futuro dell’AI sarà segnato da una crescita ancora più rapida e diffusa, con un ruolo sempre maggiore nell’economia, nella società e nelle istituzioni, guidando innovazione e nuovi servizi.

Le tendenze attuali mostrano che i modelli diventeranno più potenti, economici e facili da usare, accelerando l’innovazione e ampliando il loro impatto su scala globale.

Il futuro della generazione video con l'AI

Negli ultimi anni abbiamo visto modelli di intelligenza artificiale capaci di trasformare semplici testi in video di qualità sorprendentemente alta. Tra i più noti ci sono Sora di OpenAI, Meta Movie Gen e Google DeepMind Veo 2, che producono contenuti molto più realistici e dettagliati rispetto al 2023, aprendo nuove possibilità creative per creator e aziende.

L'impatto sui social media non si è fatto attendere e questi strumenti hanno già rivoluzionato la creazione di contenuti con video personalizzati e brevi clip virali, di facile creazione anche per chi non ha competenze professionali.

Di conseguenza, le piattaforme potrebbero assistere a un aumento di contenuti generati dall’AI, con formati sempre più coinvolgenti e nuovi modi per marchi, creator e utenti di comunicare visivamente.

OpenAI ha già lanciato Sora 2, una piattaforma simile a TikTok, dove i contenuti non sono reali ma completamente generati dall’intelligenza artificiale. L’app è disponibile negli Stati Uniti e in Canada, e nei piani dell’azienda c’è l’espansione rapida in altri Paesi.

L'impatto dell'AI sul mondo del lavoro

Nei prossimi cinque anni, la maggior parte dei lavoratori prevede cambiamenti significativi nel modo di svolgere le proprie mansioni, con l’AI che agirà più come potenziatore delle competenze che come sostituto dei ruoli umani.

Gli studi indicano guadagni di produttività dal 10% al 45%, con effetti particolarmente marcati in compiti tecnici, creativi e di supporto clienti. Un aspetto promettente è l’“effetto livellatore”, secondo cui i lavoratori meno esperti o junior registrano aumenti di produttività più consistenti, riducendo il divario tra competenze elevate e basse.

La crescente diffusione dell’AI ha contestualmente aumentato la domanda di competenze specializzate. Negli Stati Uniti, nel 2024 le skill più richieste sono state Intelligenza Artificiale e Machine Learning.

I settori che negli Stati Uniti mostrano la maggiore incidenza di richieste di competenze AI sono Information (9,33%), Professional, Scientific and Technical Services (5,25%) e Finance and Insurance (3,76%).

La crescita, però, è globale. Paesi come India (33,4%), Brasile (30,8%) e Arabia Saudita (28,7%) hanno registrato nel 2024 i tassi più elevati di assunzioni relative a talenti AI.

In sintesi, il lavoro del futuro sarà caratterizzato da una collaborazione sempre più stretta tra persone e AI e il successo dipenderà dall’integrazione delle tecnologie e dalla formazione continua, trasformando il modo di lavorare senza una sostituzione di massa dei professionisti.

La regolamentazione dell’AI: norme, sfide e trend globali

Il 2024 ha segnanto l’inizio di una fase in cui i governi non si limitano più a osservare lo sviluppo tecnologico, ma intervengono attivamente per guidarlo.

Organizzazioni internazionali come l’OECD, l’Unione Europea, le Nazioni Unite e l’Unione Africana hanno rafforzato la cooperazione globale pubblicando nuovi quadri normativi basati su principi di trasparenza, affidabilità e responsabilità. 

L’Europa ha assunto un ruolo di guida grazie all’AI Act, approvato nel marzo 2024, la prima normativa completa sull’AI. Un sistema che classifica le applicazioni per livello di rischio e impone obblighi differenziati per sviluppatori e imprese.

Lo stesso contesto normativo europeo ha portato anche a interventi rilevanti sul fronte della proprietà intellettuale, come la multa inflitta dalla Francia a Google per l’uso improprio di contenuti giornalistici protetti nel training di modelli generativi.

Anche negli Stati Uniti la regolamentazione AI sta accelerando, con il numero di norme federali più che raddoppiato nell'ultimo anno.

La spinta regolatoria è supportata dai policymaker locali, che pongono come priorità la protezione della privacy dei dati, i programmi di riqualificazione per i lavoratori e l’implementazione sicura dei sistemi AI, garantendo un utilizzo responsabile e affidabile dell’intelligenza artificiale.

Nel complesso, il panorama globale mostra una crescente consapevolezza dei rischi legati a privacy e misinformazione, accompagnata da una risposta normativa sempre più strutturata.

L’obiettivo condiviso è creare sistemi affidabili, rendendo trasparenza e sicurezza elementi essenziali per il futuro dell’ecosistema digitale.

Scarica la guida completa ai principali termini dell’intelligenza artificiale

SCARICAAA

CHI L’HA SCRITTO?

Elisa Rizzoli
Elisa Rizzoli

Trentina di nascita, milanese d'adozione. No, non sa sciare e non parla tedesco (ci ha provato, ma niente!). Ex Bartender, con la passione per il bartending e la mixology nel cuore, anche se ormai lo shaker è appeso al chiodo. Segni particolari: iperattiva cronica, professionista del lamento (con specializzazione in "sono stanca" e “ho fame”), amante del buon cibo e frequentatrice della palestra solo per potersi godere senza sensi di colpa lasagne, parmigiana, Crispy McBacon e Buondì al cioccolato (i miei preferiti)! Chi dice che non può mangiarli tutti insieme?

Hai detto newsletter?
Iscriviti a Dimmi Di+!