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Diritto alla disconnessione: info utili per un Hr in Italia

Parliamo di diritto alla disconnessione: è davvero un diritto? Cosa bisogna sapere e come si applica? Scopriamolo qui.

DI Luca Sesini / luglio 2026

Diritto alla disconnessione: info utili per un Hr in Italia
4:22

Quante persone conosci che lavorano dopo l'orario di ufficio, solo perché hanno il pc davanti, wifi e corrente elettrica? Ma soprattutto, è giusto che tutto questo sia normale?

Oggi parliamo di diritto alla disconnessione.

 

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CHE ASPETTI?

1. Diritto alla disconnessione: cos'è e cosa ci dice la legge

Il diritto alla disconnessione riguarda la libertà, da parte di chi lavora, di non essere sempre reperibile.

In altre parole, è il diritto delle persone di non rispondere a mail, chiamate, messaggi, segnali di fumo o qualsivoglia comunicazione lavorativa fuori dall’orario di lavoro (o durante i periodi di riposo) senza aspettarsi ripercussioni.

Questo diritto oggi è fondamentale, perché tra lavoro agile, smart working e accesso costante a pc e telefono, è sempre più difficile rispettare i confini tra vita privata e lavorativa.

Cosa ci dice la legge sul diritto alla disconnessione in Italia? Ecco una tabella cronologica semplificata:

 

Normativa

Cosa cambia

In breve

Legge n. 81/2017 sullo smart working

Per la prima volta, in Italia, si parla di disconnessione lavorativa.
L'art. 19 stabilisce che l'accordo individuale di lavoro agile debba individuare i tempi di riposo e le "misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione".

I tempi di disconnessione sono definiti secondo l’accordo individuale.

DL 30/2021 (ufficialmente Legge n. 61/2021)

L’Italia è in piena pandemia e lavorare da casa è diventato una normalità. Ecco che la disconnessione viene qualificata come vero e proprio “diritto” a tutela della salute del lavoratore.

La disconnessione deve essere garantita a prescindere dagli accordi contrattuali.

I nuovi CCNL

Tra il 2021 e il 2022 vengono introdotte per alcun CCNL le “Fasce di contattabilità” e le “Fasce di inoperabilità”, che stabiliscono i confini oltre i quali ci si avvale del diritto alla disconnessione.

Viene fatta più chiarezza rispetto a quando si attiva il diritto alla disconnessione.

 

Domanda per gli HR:

Il diritto alla disconnessione è garantito per legge?

Sì, ma molto spesso la sua applicazione dipende ancora dalle sfumature degli accordi individuali e, soprattutto, viene messa in secondo piano dalle dinamiche aziendali.

Già, la tutela di questo diritto dipende molto anche da come risponde l’organizzazione al benessere delle persone. Per esempio: avete mai sensibilizzato le persone sull’importanza di non inviare (e rispondere) a comunicazioni dopo l’orario di ufficio?

2. Tecnostress: lo smart working ha effetti negativi?

Lavorare in smart working è davvero, davvero comodo, ma anche il migliore dei compromessi ha i suoi lati negativi.

Al contrario di una tipica giornata lavorativa in sede, in cui quando sei fuori, sei fuori, a casa subisci l’operatività costante.

Ti arriva una mail alle 21:00? Hai tutto il necessario per rispondere e svolgere quell’attività.

Ecco che arriva l’iperconnessione e, a seguire, il tecnostress, ovvero l’affaticamento psicologico dovuto al costante accesso alla tecnologia.

Per un HR, è utile sapere che il tecnostress dipende da più fattori che interagiscono tra loro:

 

1. Fattori tecnologici

Gli strumenti, i software, le piattaforme e i sistemi di comunicazione utilizzati.

2. Fattori organizzativi

I ritmi aziendali, le richieste costanti e una cultura del lavoro che normalizza la reperibilità continua.

3. Fattori personali

Le aspettative individuali, le competenze digitali e lo stile di reazione allo stress.

 

3. Diritto alla disconnessione in Italia: come siamo messi?

Nonostante i passi avanti dal punto di vista normativo, in Italia le persone continuano a soffrire della reperibilità costante

Per esempio, sapevi che il 51% delle persone controlla le mail di lavoro anche dopo l’orario di ufficio, o durante le ferie? (analisi Robert Walters)

E sapevi che solo l’8% delle persone afferma di lavorare esclusivamente nelle fasce orarie prestabilite?

In Europa la situazione sta cambiando, anche se a piccoli passi.
Nel 2023, il 7% delle persone lavorava 49 ore a settimana (Eurostat).

Nel 2025, la media era di 36 ore a settimana (sempre Eurostat).

In Italia, però, dal 2024 al 2026 le riunioni che hanno sforato l’orario di ufficio sono aumentate del 16%.

diritto alla disconnessione

Questi dati ci mostrano uno scenario molto chiaro: anche se esiste una legge sul diritto alla disconnessione, la maggior parte del lavoro spetta alle imprese.

Bisogna educare le persone a rispettare il proprio e l’altrui tempo di riposo.
Senza una cultura organizzativa consapevole, il rischio di essere sempre operativi può trasformarsi in un problema di stress concreto.

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CHI L’HA SCRITTO?

Luca Sesini
Luca Sesini

Da sempre sotto la Madonnina, ma con il sogno nel cassetto di aprire la finestra sul fruscio delle onde. Laurea in copywriting, anche il master: alla fine, era sicuro che la scrittura sarebbe stata compagna di giochi (e di vita). Oltre a questo? Aperitivi, un po’ di Elvis e ridere come medicina quotidiana.

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